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domenica 31 marzo 2013

Il Mare, le Rondini


E Gesù fu marinaio 
finchè camminò sull'acqua 
e restò per molto tempo 
a guardare solitario 
dalla sua torre di legno 
e poi quando fu sicuro 
che soltanto agli annegati 
fosse dato di vederlo 
disse:
 "Siate marinai finchè il mare vi libererà." 

E lui stesso fu spezzato 
ma più umano abbandonato 
nella nostra mente lui non naufragò.








Oggi mi verrebbe spontaneo parlare di rondini che - puntualmente - hanno fatto ritorno sul balcone di casa. Un miracolo che si ripete, gratis e mai gratuito. Ma soprattutto mi "riaffiora" il pensiero dei naufraghi d'ogni tempo che - come i "disperati della speranza" di ieri - sono stati intercettati dal gelo, prima di toccare le nostre coste.

Ai "clandestini", cui nel disperato tentativo di sfuggire alle peggiori calamità di questo mondo è dato di vederlo , desidero dedicare questo pensiero, sperando che il Cielo li abbia accolti tra il garrire delle rondini e che da lassù ci insegnino a guardare con benevolenza i nostri simili. 

Affinchè "clandestina" sia soltanto una parola che s'infranga sulle coste della nostra coscienza.

...scopri eroi tra le alghe marce 
e bambini nel mattino 
che si sporgono all'amore 
e così faranno sempre 
e Suzanne regge lo specchio...
"Suzanne"
nella versione di Fabrizio De Andrè




foto 2013 © Serena Bergamaschi

sabato 19 gennaio 2013

Caro amico ti scrivo...

Caro amico ti scrivo, così non mi distraggo un pò
e siccome sei molto lontano
più forte ti scriverò.

Da quando sei partito
ci son grosse novità
gli anni vecchi son finiti ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

Si esce poco la sera
compreso quando è festa
e abbiamo messo gli allarmi
perfino nella  minestra.

Vedi, caro amico
cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento.

Vedi, vedi, vedi, vedi
cosa si deve inventare,
per poter riderci sopra,
per continuare a sperare.

E se quest'anno poi 
passasse in un istante,
vedi, amico mio
come diventa importante
che in quell'istante ci sia anch'io.

Vedi, caro amico...
... quando lo schianto
ti ha preso per mano
e la tua storia
ha preso un'altra traiettoria...

Vedi, vedi, vedi, vedi
a me piace pensare
che ancora mi ascolti
e che come allora sorridi,
che come allora sorridi.




Vedi, caro Andrea,
quello che mi ha reso accettabile la "cosa"
(non te l'avevo mai detto finora)
è che hai approfittato
- per venirtene via -
della distrazione del tuo angelo custode
nell'istante in cui
ti slanciavi nella cosa
che più... amavi:
giocare a basket.

Adesso ti ripasso la palla,
come fosse un assist!

il tuo amico

(grazie a Lucio Dalla e Francesco Guccini 
che - strada facendo - ho avuto il piacere d'incontrare e verso i quali sono ri-conoscente)