Visualizzazione post con etichetta Antoine de Saint-Exupéry. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Antoine de Saint-Exupéry. Mostra tutti i post

giovedì 21 febbraio 2019

Nel Nome del Pane


 "Pane!", - gridava uno che cercava di andare in fretta..."
(Da: L'assalto al forno ne "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni)



Il Pane, oltre ad essere alimento principe nella nutrizione, ha un significato sacro che trascende e sovrasta la sua stessa fisicità.
Lo “spezzare il pane...” va al di là del gesto che quotidianamente accompagna (i più fortunati che possono averlo) la ritualità della tavola e che si realizza pienamente nella condivisione. Pensate: il termine “compagno/a” deriva proprio da questo.




Proprio così, ci vogliono i “riti”, come suggeriva la volpe nel "Piccolo Principe". I riti sono quella “cosa” che fanno un momento diverso da ogni altro e si rinnovano nell’attesa del loro compiersi.
Dietro al Pane - la cui dignità è indiscutibile - per il quale si lotta, c’è tutta una Vita e una incredibile forza benevola che vuole si sappia che non c’è motivo di avere paura, mai !

La forma a cupola del pane toscano, per esempio, ricorda inequivocabilmente il tiburio delle basiliche lombarde. Il tiburio è quella prodezza architettonico-romanica che si precisa in una cupola a spicchi su pianta poligonale, racchiusa all'esterno da un involucro di ugual numero di lati e coperta da tetto piramidale a falde inclinate. Insomma, un autentico “miracolo” nel suo genere.
Come il Pane, appunto!

venerdì 11 ottobre 2013

Herbert J.L. Hinkler il trasvolatore: tra storia e poesia.



Io credo che egli approfittò, 
per venirsene via,
di una migrazione di uccelli selvatici.

Il Piccolo Principe
(Antoine de Saint-Exupéry)






Amo pensare che - come il Piccolo Principe - anche Herbert John Hinkler, 
per gli amici Bert,
approfittò, 
per venirsene via,
di una migrazione di uccelli selvatici.


Ci sono storie così belle e inesorabilmente tragiche a cui solo la poesia
 può cercare di porre rimedio 
consegnandole alla leggenda.

E questa è la storia di un uomo che - solitario -
ha incrociato il cielo e l'ha trovato attraversando la terra.








Cielo del Pratomagno, estate 2013, nell'80° dalla scomparsa di
Herbert John Hinkler








martedì 8 gennaio 2013

Qual è il nostro valore...



Ma comprendo pure che nulla di quel che concerne l'uomo si conta, né si misura.
Non è per l'occhio l'estensione vera; è concessa solamente allo spirito.

Antoine de Saint-Exupéry



Saint-Exupéry visto da Hugo Pratt


Mi sembra ormai di intravedere meglio in che cosa consiste una civiltà.
Una civiltà è tutta un'eredità di credenze, di costumi e di cognizioni, lentamente acquisiti nel corso dei secoli, difficili qualche volta da giustificare attraverso la logica, ma che si giustificano da sé, come camminamenti, se conducono a un punto d'arrivo, poiché aprono all'uomo la sua vastità interiore.
Una cattiva letteratura ci ha parlato del bisogno di evasione. Certo, si fugge in viaggio alla ricerca di vastità, ma non la si trova. L'estensione si crea. E l'evasione non ha mai condotto in nessun luogo.
Quando l'uomo ha bisogno, per sentirsi uomo, di gareggiare nelle corse, di cantare in coro, o di fare la guerra, sono già dei legami, questi, che egli s'impone, per riallacciarsi agli altri e al mondo. Ma quanto poveri! Quando una civiltà è forte, essa basta all'uomo, anche se rimane immobile.
Nella tale cittadina silenziosa, sotto il grigiore di un giorno di pioggia, scorgo un'inferma reclusa che medita alla finestra. Chi è? Che cosa hanno fatto di lei? Per me, giudicherò la civiltà della piccola città secondo la densità di quella presenza. 
Qual è il nostro valore, una volta immobili?
Nel domenicano che prega c'è una presenza densa. Quell'uomo non è mai maggiormente uomo di quando è là prosternato e immobile. In Pasteur, che trattiene il fiato al di sopra del suo microscopio, c'è una presenza densa. Pasteur non è mai maggiormente uomo di quando osserva. Allora egli progredisce. Allora si affretta. Allora, sebbene immobile, avanza a passi di gigante e scopre la vastità. Così Cézanne immobile e muto, dinanzi al suo abbozzo, è di una presenza inestimabile. Egli non è mai maggiormente uomo di quando tace, prova, e giudica. Allora la sua tela diviene più vasta del mare.


PILOTA DI GUERRA
di Antoine de Saint-Exupéry

Edizione
Tascabili Bompiani



Paul Cézanne
pere, pesche e uva