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sabato 23 febbraio 2013

La Bellezza della Vita



"I combattimenti difficili vengono riservati solo a chi ha 
un coraggio esemplare"

(Francesco d'Assisi, in Tommaso da Celano)





Oggi voglio raccontarvi una storia, una bellissima storia, 
una storia stupenda: 
quella del mio fraterno amico Wolfgang.







Il suo nome, Wolfgang, significa "colui che apre la strada".
Wolfgang è cieco ed io, prima di conoscerlo, 
sognavo ricorrentemente di diventarlo. Un incubo!

Poi, un giorno di tanti anni fa, ci siamo incontrati.

Prendetevi del tempo, per piacere.
Del tempo tutto per voi; possibilmente in silenzio.

Questa è la sua storia: quella di Wolfgang nel "giardino dei suoni".







“Guarigione non significa riparazione, 
ma spiegamento e realizzazione delle umane possibilità.”







“Se si osserva molto attentamente, si può trovare un linguaggio comune, 
anche in condizioni difficilissime. Può essere un suono, 
un tocco, una risata o un concerto di uccelli. 
In quel secondo in cui avviene il contatto, nasce qualcosa di misterioso. 
Come una piccola luce, che si accende all’improvviso e illumina l’oscurità. 
Se si riesce a generare questa scintilla,
 allora quel momento è per me di grande bellezza.”

(Wolfgang Fasser)





Alla fine di ogni incontro ci salutiamo dicendo:
"Ci vediamo!"


Dimenticavo.
Nessuno è perfetto: lui è svizzero!



domenica 16 dicembre 2007

invece il CENTO c'è


Il bambino
è fatto di cento.

Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare

cento allegrie
per cantare e capire
cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.

Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.

La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.

Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento
gliene rubano novantanove.

Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.

Gli dicono insomma
che il cento non c’è.

Il bambino dice:
invece il cento c’è.

Loris Malaguzzi