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sabato 2 marzo 2013

Se me lo dicevi prima





La parola LAVORO racchiude molti segreti. Cerchiamoli.

Se andiamo ad analizzarla scopriamo (oltre al suffisso - oro) che la sua radice latina è intimamente legata alla preghiera.

Quando la scomponi(amo), la parola lavoro rivela il suo vero significato: lab-ora (prega e lavora)
sono segretamente connesse, hanno la stessa origine, la medesima radice.

San Benedetto, padre del Monachesimo occidentale, lo aveva rivelato e posto come fondamento della sua regola; Ora et Labora, lavoro e preghiera, sono sullo stesso piano!





Il termine lavoro ha, dunque, una straordinaria dignità che risiede propriamente nel suo significato.
È una delle parole più "nutrienti" che implicano, per definizione, l'agire e che si esplicano e perfezionano con l'applicazione concreta.

Si diventa reali solo nel momento in cui poniamo in essere - attraverso il lavoro - qualcosa che si trasforma e che (lavorando) ci trasforma.

Attraverso il lavoro ci esprimi(amo) e ci guadagni(amo) da vivere.
È la nostra stessa dignità!

"La nipote di Dio", secondo Dante Alighieri; così definisce l'arte del lavoro

Per questo è così importante.
Per questa ragione dobbiamo combattere affinché venga tutelato, garantito,
assicurato... come previsto dalla nostra Costituzione.


Art. 1 (1° c.) 
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. 

Art. 4 
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro 
e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. 

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità
 e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al 
progresso materiale o spirituale della società. 

Art. 35 
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. 
Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori… 

(...)





Si ma qui 
che lavoro non ce n'é...
...l'avvenire è un buco nero
in fondo al tram...

dicono le dolenti note di Jannacci

Allora, allora...

...e allora sarà bello 
quando t'innamori,
quando ride un figlio,
quando guardi fuori...

...quando senti il sole!







Parafrasando J. Conrad

mi viene da dire:

"Non riuscirò mai a spiegare a mia moglie
che quando guardo fuori dalla finestra
sto lavorando!"















lunedì 25 febbraio 2013

Figli delle stelle o... dello spread?



I nostri sentimenti e il nostro senso estetico, risorse essenziali per la produzione creativa, si proiettano nel futuro solo se si rivolgono al bene dell'umanità. Insomma, tutte le funzioni organiche e psichiche si sviluppano in modo sano solo se implicano il sentimento sociale (...).

Forse arriverà un'epoca in cui il sentimento sociale sarà spontaneo per l'uomo come il respiro. Nel frattempo possiamo cercare di comprendere questa evoluzione e insegnarla agli altri. 

Alfred ADLER
"Il senso della vita"






Mi emoziono ogni volta  che penso a Mohandas Gandhi, 
Il Mahatma (che in sanscrito significa Grande Anima).

Pensare che un Uomo del genere abbia davvero calcato questa terra 
mi da' le vertigini, altro che la sindrome di Stendhal!




Come disse E. Drewermann del Nazareno, il Cristo,
io credo che Gandhi sia stato capace di ridare ai "suoi" 
quel sentimento di innocenza originaria 
e infondere il coraggio di credere nella bellezza perduta.
Sia stato, cioè, capace di trasmettere (al suo popolo) 
il desiderio di libertà, di dignità che alberga nel cuore di ogni uomo.

Attraverso il Satyagraha - la lotta nonviolenta resa azione quotidiana -
ha offerto una via di uscita dalla follia all'intera umanità.




Oggi, nel nostro mondo colonizzato dal nulla, deprivato del sogno, oppresso da un potere occulto che ci vorrebbe preda dello spread
un mondo che ha confuso - tra le altre cose - il benessere con il comfort, 
bisogna risvegliare l'alpinista che c'é in noi.

Il Bonatti "delle stelle", se vogliamo tornare a rivederle!!



"Io vi sto chiedendo di combattere!"





"Quando dispero, io ricordo che nel corso di tutta la storia 
la via dell'amore e della verità ha sempre vinto. 
Ci sono stati tiranni, macellai, e per un po' possono sembrare invincibili; 
ma la conclusione è che cadono sempre. 
Riflettici: sempre."

Mohandas Gandhi, Il Mahatma



martedì 29 gennaio 2013

Le cose di ogni giorno

"Le cose di ogni giorno raccontano segreti
a chi le sa guardare ed ascoltare."

(Gianni Rodari)


È sì, Rodari la sapeva lunga! D'altronde..."per fare tutto ci vuole un fiore"; 
la Donna, per esempio... A"ella" ho dedicato il post di qualche giorno fa.

La nostra Natura, piuttosto.

Per farlo, scomoderò nientemeno che Giorgio De Chirico che - insieme al fratello "dilettante" Alberto Savinio, come amava riconoscersi - è considerato il padre della poetica metafisica.




I loro spiriti hanno indagato ciò che è di pubblico dominio, sotto gli occhi di tutti, con l'animo pre-disposto a scovare quei segreti che le cose di ogni giorno rivelano a chi le sa guardare e ascoltare. Tutto questo appartiene alla nostra Natura, quella umana.
E loro ce lo ricordano.
Solo che loro hanno mantenuto vivo il sentimento e la tensione verso il circostante, tanto da riuscire a rendere visibile l'invisibile.

In un certo senso sono stati (anche) dei musicisti. 
Leonardo, il Maestro da Vinci, definiva la Musica "figurazione dell'invisibile".




"La felicità che ogni uomo ricerca, che ogni uomo vuole avvicinare, 
vuole possedere, è istintivamente legata nel suo pensiero ad una natura ideale. 
La visione della felicità è come circondata da paesaggi belli e fantastici e l'uomo 
contempla queste immagini velate, imprecise come dei sogni; 
contempla in silenzio e come di nascosto, 
queste immagini che somigliano così poco alla realtà.
L'uomo, in fondo, ama quello che maggiormente gli ricorda 
queste visioni quasi subcoscienti,
queste visioni che sono il suo mondo segreto, 
sconosciute agli altri e che nessuno può togliergli,
perché questo mondo egli lo ha nel suo cervello, lo ha nei suoi istinti."





Ma torniamo lì... 

Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. 
Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. 
L'animo umano si diletta nel silenzio della natura, 
che si rivela solo a chi lo cerca
diceva Chaplin.




E ancora, De Chirico...


"Noi siamo abituati a questa esistenza e a questo mondo,
non ne sappiamo più vedere le ombre, gli abissi, gli enigmi, le tragedie
e ci vogliono ormai degli spiriti straordinari
per scoprire i segreti delle cose ordinarie.
Vedere il mondo comune in modo non comune:
ecco il vero sogno della fantasia"



Ebbene sì, riscopri(amo) il sogno della fantasia!

Perché il genio 
- che è dentro di noi - 
è la capacità di rinnovare le proprie emozioni nell'esperienza quotidiana.

Paul Cézanne


mercoledì 16 gennaio 2013

Lettera a un'amica


Cara "Lea",

"...per quanti danni l'uomo possa fare alla terra non riuscirà mai a rovinare un tramonto forse perché il sole che scompare ha un significato ben più profondo di una semplice giornata che finisce. Piccola come un fotogramma, la scintilla di speranza è nascosta in quel tramonto che di ogni giornata è il momento più bello ma inevitabilmente diventa anche il più triste."

(tratto da: "Maldafrica" di Lea Pericoli)


Mi permetto di ri-presentarmi, così. Attraverso queste note dell'amica - "madrina" del mio Maldafrica, con cognizione di causa.
Di Lea, della quale t'invito a leggere questa sua autobiografia, mi ricordi svariate cose.
Qualcuna te l'ho detta. Ma una - in particolare - mi preme dirti:
la tenacia pervicace nell'affrontare la vita, AMANDOLA!!

Vedi, cara "Lea",

"I combattimenti difficili vengono riservati solo a chi ha un coraggio esemplare".

La frase è riferita nientemeno che al Poverello di Assisi (la fonte è del suo biografo più attendibile, Tommaso da Celano), e Francesco d'Assisi di certe cose se ne intendeva!
Vedi "Lea",
la Pericoli - come te - ha affrontato il "male del secolo" molto tempo prima, SCONFIGGENDOLO!


Ecco, questa mia la scrivo confidando che il Buon Dio, dall'alto dei Cieli possa compiere - ancora una volta - uno dei suoi prodigi: aiutare te e coloro che amiamo (cioè TUTTI) a sconfiggere questo "morbo" infido e strisciante, una volta per tutte!!
Sarà bello che anche tu potrai raccontarlo e farlo diventare, semmai, un best seller. Sono pronto a editarlo, tienimi a mente.
Con l'affetto che posso e mi è concesso (dall'Alto),
ti abbraccio.

Paolo




venerdì 4 gennaio 2013

BEATO L'UOMO...




Beato l'uomo
che non si ferma, che non si vuole arrendere

Beato l'uomo
che non ha paura di se stesso, della propria fisicità

Beato l'uomo
che fa del proprio limite la sua forza

Beato l'uomo
che sfida con amore il timore della terrena provvisorietà
caricata di ogni tipo di diversità

Beato l'uomo
che ricorda di essere stato bambino

Beato l'uomo 
che riesce a sorridere, comunque

Beato l'uomo
totale

Beato l'Uomo


(liberamente tratto da uno "scambio di vedute" di qualche tempo fa con Mina, la cantante)


p.s.: a proposito: 

"anche le donne, in fondo, sono òmini anche loro", 
dice l'amico Benigni.


venerdì 28 dicembre 2012

Il mio babbo, Natale: un destino (s)garbato




Avrebbe compiuto ottantacinque anni, questo Natale.
Natale che, un destino (s)garbato si è portato con sé.