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mercoledì 27 febbraio 2013

Quando osservi



Quando osservi a lungo una rosa
che ha ferito un muro e ti dici:
Ho la speranza di guarire dalla sabbia,
il tuo cuore verdeggia…

Quando accompagni una donna al circo
in una giornata bella come un’icona…
e ti presenti come ospite alla danza dei cavalli,
il tuo cuore arrossisce…

Quando conti le stelle, ti sbagli
dopo la tredicesima e ti assopisci
come un fanciullo
nel blu della notte,
il tuo cuore imbianca…

Quando cammini e non vedi il sogno
camminare davanti a te come l’ombra,
il tuo cuore ingiallisce…


(Maĥmud Darwish)





Quando si parla di certe 
cose
meglio avere le prove!




Quando osservi a lungo una rosa
che ha ferito un muro e ti dici:





Ho la speranza di guarire dalla sabbia,





il tuo cuore verdeggia…




Quando accompagni una donna al circo

in una giornata bella come un’icona…





e ti presenti come ospite alla danza dei cavalli,





il tuo cuore arrossisce…



Quando conti le stelle, ti sbagli
dopo la tredicesima e ti assopisci

come un fanciullo


nel blu della notte,





il tuo cuore imbianca…



Quando cammini e non vedi il sogno
camminare davanti a te come l’ombra,


il tuo cuore ingiallisce…


DEDICATO 
a tutti coloro che, come l'ostrica,
trasformano nella vita 
gli irritanti granelli di sabbia 
in una perla.

(o conservano, come me, la speranza di... "guarire dalla sabbia")

lunedì 25 febbraio 2013

Figli delle stelle o... dello spread?



I nostri sentimenti e il nostro senso estetico, risorse essenziali per la produzione creativa, si proiettano nel futuro solo se si rivolgono al bene dell'umanità. Insomma, tutte le funzioni organiche e psichiche si sviluppano in modo sano solo se implicano il sentimento sociale (...).

Forse arriverà un'epoca in cui il sentimento sociale sarà spontaneo per l'uomo come il respiro. Nel frattempo possiamo cercare di comprendere questa evoluzione e insegnarla agli altri. 

Alfred ADLER
"Il senso della vita"






Mi emoziono ogni volta  che penso a Mohandas Gandhi, 
Il Mahatma (che in sanscrito significa Grande Anima).

Pensare che un Uomo del genere abbia davvero calcato questa terra 
mi da' le vertigini, altro che la sindrome di Stendhal!




Come disse E. Drewermann del Nazareno, il Cristo,
io credo che Gandhi sia stato capace di ridare ai "suoi" 
quel sentimento di innocenza originaria 
e infondere il coraggio di credere nella bellezza perduta.
Sia stato, cioè, capace di trasmettere (al suo popolo) 
il desiderio di libertà, di dignità che alberga nel cuore di ogni uomo.

Attraverso il Satyagraha - la lotta nonviolenta resa azione quotidiana -
ha offerto una via di uscita dalla follia all'intera umanità.




Oggi, nel nostro mondo colonizzato dal nulla, deprivato del sogno, oppresso da un potere occulto che ci vorrebbe preda dello spread
un mondo che ha confuso - tra le altre cose - il benessere con il comfort, 
bisogna risvegliare l'alpinista che c'é in noi.

Il Bonatti "delle stelle", se vogliamo tornare a rivederle!!



"Io vi sto chiedendo di combattere!"





"Quando dispero, io ricordo che nel corso di tutta la storia 
la via dell'amore e della verità ha sempre vinto. 
Ci sono stati tiranni, macellai, e per un po' possono sembrare invincibili; 
ma la conclusione è che cadono sempre. 
Riflettici: sempre."

Mohandas Gandhi, Il Mahatma



sabato 23 febbraio 2013

La Bellezza della Vita



"I combattimenti difficili vengono riservati solo a chi ha 
un coraggio esemplare"

(Francesco d'Assisi, in Tommaso da Celano)





Oggi voglio raccontarvi una storia, una bellissima storia, 
una storia stupenda: 
quella del mio fraterno amico Wolfgang.







Il suo nome, Wolfgang, significa "colui che apre la strada".
Wolfgang è cieco ed io, prima di conoscerlo, 
sognavo ricorrentemente di diventarlo. Un incubo!

Poi, un giorno di tanti anni fa, ci siamo incontrati.

Prendetevi del tempo, per piacere.
Del tempo tutto per voi; possibilmente in silenzio.

Questa è la sua storia: quella di Wolfgang nel "giardino dei suoni".







“Guarigione non significa riparazione, 
ma spiegamento e realizzazione delle umane possibilità.”







“Se si osserva molto attentamente, si può trovare un linguaggio comune, 
anche in condizioni difficilissime. Può essere un suono, 
un tocco, una risata o un concerto di uccelli. 
In quel secondo in cui avviene il contatto, nasce qualcosa di misterioso. 
Come una piccola luce, che si accende all’improvviso e illumina l’oscurità. 
Se si riesce a generare questa scintilla,
 allora quel momento è per me di grande bellezza.”

(Wolfgang Fasser)





Alla fine di ogni incontro ci salutiamo dicendo:
"Ci vediamo!"


Dimenticavo.
Nessuno è perfetto: lui è svizzero!



lunedì 28 gennaio 2013

Vorrei vivere per sempre

"Vorrei vivere per sempre. 

Trovo la vita molto interessante non per il successo ma per i cambiamenti che potrebbero esserci, se solo le persone fossero disposte ad accettarli e a convivere con essi. Sono convinto che è meglio favorire i mutamenti, piuttosto che ostacolarli.
Più invecchio, più trovo che è meglio seguire il corso della corrente"

Charlie Chaplin



Già, i cambiamenti.

Se poeta è - letteralmente - colui che crea i cambiamenti, Chaplin ne ha rappresentato la quintessenza. Genio indiscusso della pantomima, attore, regista, sceneggiatore, produttore e compositore, ma, su tutto, poeta nella sua più ampia accezione. Capace di intercettare i tempi, i mutamenti, denunciarne con coraggio le distorsioni, le alienanti derive sociali, politiche e umane, Charlie Chaplin lo ha saputo fare rimanendo fedele a se stesso, coerentemente al suo poetico modo d'intendere la vita della quale era innamorato. 






Sir Charles Spencer Chaplin nacque (poteva essere diversamente?) in un carro di zingari accampato nei pressi di Birmingham. Gli anni dell'infanzia nei sobborghi di Londra, dove dalla madre ricevette i primi rudimenti di recitazione, lo segnarono per il resto dell'esistenza. Il germe del cambiamento non lo avrebbe mai lasciato, insieme alla fame di vita e al ricordo di quella "vera", patita sulla pelle.

Diceva Cioran, Emil Cioran, che la vita, più che una corsa verso la morte, è una disperata fuga dalla nascita.
Chaplin pareva averla presa alla lettera, memore della propria nascita (e della fame). E l'ha mutata in poesia! Aveva come una sorta di memoria prenatale, una musicalità innata che riusciva ad esprimere come chi sa' prima ancora di conoscere, tipico del genio. E come tale, era per un quarto ispirazione e per i restanti tre... traspirazione!





L'umanità che ci accomuna e appartiene, quell'umanità intera che in sé ha saputo leggere come pochi altri, Chaplin è riuscito a esprimerla in una delle pagine più toccanti della storia del cinema.
E dell'Umanità.





...Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza...
(da Il Grande Dittatore)