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venerdì 22 marzo 2013

L'Arte dell'Attesa



Se la Vita è l'Arte dell'Incontro 
(come diceva Vinícius de Moraes)

per me

nell'Attesa dell'Incontro

la Vita è l'Arte dell'Attesa


Quando questo Incontro si compie è bene celebrarlo con gratitudine.
Questo mi è accaduto oggi quando
ho incontrato Sergio Maria Calatroni,
ineffabile artista dell'Incontro.



Penso che il bisogno più profondo della natura umana, e non solo di questa,
ma anche di tutte le altre, che ci accompagnano in questo viaggio che
chiamiamo "vita",
sia la ricerca del compimento di un risveglio di uno stato di serenità
universale che unifica tutto.
Vorrei aggiungere ancora
- sottolinea Sergio Maria -
 uno stato di grazia e l'esperienza di una pacificazione immediata dell'essere.




Basta un fiore a spiegare l'universo. 
Non c'è bisogno di altro,
di nessun'altra domanda e di nessun'altra risposta.

Vuol dire divenire capaci di non trascurare il casuale, il marginale, 
quello che erroneamente è definito l'inutile e 
fare di una giornata un'opera d'ascolto che non dimentica nulla.

Con ogni probabilità la grande maggioranza delle persone
non trova il tempo di rivolgere le sue energie
e la sua gratitudine,
la sua con-passione ad accogliere la magnificenza del piccolissimo
e l'insegnamento che ogni momento custodisce.



Cucinare il Silenzio 
è la pratica dell'attesa
e della cura del fare di un attimo un evento maestro.

L'attimo del presente che riassume tutta la gloria della nostra esistenza
e di tutte le cose.

Che cos'è il grande e cos'è il piccolo?
Occorre essere pazienti, attenti, delicati, diligenti
e non distratti dal nostro stesso fare confuso
 per incontrare 
quest'attimo che ammaestra e svela
e che ci sorprende sempre impreparati.

Nel mondo non vi è nulla di nascosto.
Tutto è davanti agli occhi.
Tutto si compie continuamente.
Tutto è.

Cucinare è una pratica di preparazione.
Un fare quotidiano umile e familiare
Antichissimo e sempre attuale.
Umanissimo perché spontaneamente partecipe al bene di qualcun altro
che è in attesa di ricevere.




"Cucinare il Silenzio"

(questo il titolo della Mostra Personale allestita a Pavia 
dove fino al 21 aprile prossimo sono esposte
le Opere di Sergio Maria Calatroni
nell'elegante spazio Costruzioni Idee-Design)


Omaggio a mia mamma




Parafrasando Ermanno Olmi

Darei tutto quello che di artistico ho fatto nella vita
per fare della mia Vita
un' Opera d'Arte


sabato 23 febbraio 2013

La Bellezza della Vita



"I combattimenti difficili vengono riservati solo a chi ha 
un coraggio esemplare"

(Francesco d'Assisi, in Tommaso da Celano)





Oggi voglio raccontarvi una storia, una bellissima storia, 
una storia stupenda: 
quella del mio fraterno amico Wolfgang.







Il suo nome, Wolfgang, significa "colui che apre la strada".
Wolfgang è cieco ed io, prima di conoscerlo, 
sognavo ricorrentemente di diventarlo. Un incubo!

Poi, un giorno di tanti anni fa, ci siamo incontrati.

Prendetevi del tempo, per piacere.
Del tempo tutto per voi; possibilmente in silenzio.

Questa è la sua storia: quella di Wolfgang nel "giardino dei suoni".







“Guarigione non significa riparazione, 
ma spiegamento e realizzazione delle umane possibilità.”







“Se si osserva molto attentamente, si può trovare un linguaggio comune, 
anche in condizioni difficilissime. Può essere un suono, 
un tocco, una risata o un concerto di uccelli. 
In quel secondo in cui avviene il contatto, nasce qualcosa di misterioso. 
Come una piccola luce, che si accende all’improvviso e illumina l’oscurità. 
Se si riesce a generare questa scintilla,
 allora quel momento è per me di grande bellezza.”

(Wolfgang Fasser)





Alla fine di ogni incontro ci salutiamo dicendo:
"Ci vediamo!"


Dimenticavo.
Nessuno è perfetto: lui è svizzero!



venerdì 8 febbraio 2013

Molto viaggiai

MAGNOLIA




Questo componimento poetico in haiku è opera del fotoreporter Angelo Tondini.
Angelo, che per lavoro ha girato il mondo in ogni direzione, un giorno, sbirciando dalla finestra del suo studio milanese ha scoperto... un altro mondo.  

Angelo aveva appena fatto la scoperta del suo... "luogo".


Molto viaggiai

poi vidi quei fiori

sbocciare lenti

Avevo tutto

e non me ne ero accorto

qui nel giardino





Se rivedessimo quel singolare personaggio dell'antica Grecia - Diogene - andarsene per le strade del mondo in pieno giorno con la sua lampada accesa, di nuovo alla ricerca d'un uomo esemplare, non lo troveremmo in un centro commerciale (non-luogo per antonomasia) rigurgitante di gente,
tanto meno in un reality show; piuttosto, lo vedremmo addentrarsi in un "luogo" semideserto dove, tra una pozza d'acqua e una foglia di faggio, quell'uomo potrebbe rispecchiarsi.

Ci sono luoghi di espiazione (generalmente quelli della nostra "nascita") e luoghi di elevazione, ovvero gli altri, che scegliamo nel corso della vita quando ci è data la possibilità di mettersi alla prova. 

Il monte della Verna, per Francesco di Assisi è stato uno di questi.
...Ove, tra il crudo sasso intra  Tevero et Arno
ricevette l'ultimo Sigillo, dice Dante.
Insomma, alla Verna Francesco, com'è noto, non venne in agriturismo ma a ricevere le Stimmate. 
Correva l'A.D.1224 e, da quell'impercettibile istante, quel monte diverrà uno dei luoghi per eccellenza.





Un paio di secoli più tardi, sotto quello stesso cielo che dopo di lui verrà ricordato come pierfrancescano,  un certo Piero della Francesca, appunto, avrebbe spalancato le porte all'Umanesimo, guardando con una prospettiva nuova le cose circostanti.
Dopo di lui niente è più come prima.


Nella chiesa di S. Francesco ad Arezzo è conservato il magniloquente ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce che, insieme alla Madonna del Parto in Monterchi ed alla Resurrezione conservata nel suo borgo natale, Sansepolcro, continuano a darci le vertigini. 



E a riconciliarci con il mondo






Se solo riuscissimo a scorgere la magnolia del nostro giardino,
faremmo del nostro tempo il luogo della resurrezione permanente.




"Eppure io credo che se ci fosse un po' più di silenzio, se tutti facessimo un po' di silenzio, 
forse qualcosa potremmo capire"

(dal film "La Voce della Luna" di Federico Fellini)