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sabato 8 novembre 2014

Quasi, quasi... "me ne vado a fare il guru"



Il livello è basso! 
(R. Pazzaglia)



Riccardo Pazzaglia nasce nel cuore della vecchia Napoli, il Rione Sanità, dove apprende ad "attrezzarsi" nella vita, qualità che non gli farà difetto, anzi: ne diverrà professore!


Molti lo ricorderanno per la leggerezza, il tono garbato e argutamente (sornionamente) riflessivo, l'acutezza delle argomentazioni ed il fare ironicamente olimpico. 

Qualità talmente rare, nel panorama circostante, da essere classificabile tra i... "fuoriclasse" di sempre.


Propugnatore del modus vivendi definito "separazione in casa" (assunto da una pletora sconfinata di conviventi più ancora dell'Aspirina), Riccardo Pazzaglia è assurto agli altari della gloria televisiva attraverso il "Brodo primordiale", che non si ottiene con il dado!


Copertina del "Brodo Primordiale"




Dunque, del professor Pazzaglia di Quelli della Notte...
"Me ne vado a fare il guru"




Grazie, Professo' !

sabato 18 gennaio 2014

Quando la realtà...



Quando la realtà del tempo nostro, con le sue incoerenze e i suoi controsensi, ci appare così dolce e così crudele ad un tempo, così "semplice" e così complessa, è certo vero che una delle chiavi d'interpretazione più efficaci per maneggiarla diviene - per chi abbia l'anima non assopita - proprio quella della poesia.

E di un tipo di poesia, come delle immagini del nostro artista, 
la più accesa, la più dilatata, la più irritata che sia possibile. 







Tempo fa il Comune di Santa Maria Maggiore - in Val Vigezzo, "la Valle dei Pittori" - un delizioso paese sdraiato tra le guglie alpine che dettano il limite ai confini nazionali e gettano ombra e frescura a quelle genti scolpite dal vento, ha dedicato una "personalissima" mostra ad Antonio Gennari.





scorcio di Palazzo municipale




Municipio, già Casa Mandamentale


Con fantasia, humor nero e tragica desolazione, Gennari dipinse un bizzarro brulicare di buffoni, maschere, scheletri, burlesche autorità civili e religiose, personaggi dai volti brutali e clowneschi, resi con magistrale, pregnante modellazione cromatica e materica (avrebbe detto il critico d'arte)!

A me piace ricordarlo immerso e perso tra le sue cose più personali - gli oggetti che ho ritratto in mostra - in tutta la sua stupefacente, caustica ironia; quella potente, autentica irriverenza che appartiene ai puri.

























Antonio GENNARI, pittore vigezzino (1923 - 2002)

Autoritratto

domenica 6 ottobre 2013

I.I.I. ovvero: Ippogrifo, Immaginazione, Ironia.



Astolfo come l'Ippogrifo
sapeva unire i propri opposti e
credere nell'impossibile.

(Allegra Agliardi)




Geniale!

Il cavaliere di Allegra Agliardi

Ancora una volta il mito dell'Ippogrifo - magico presagio del volo umano - ci ricorda senza ambiguità e nessuna esitazione l'adagio: ci è stata concessa la facoltà di immaginare per compensare ciò che non siamo e quella dell'ironia per consolarci di ciò che si è!

L'Ippogrifo, celeberrima figura mitologica creata dalla prodigiosa fantasia dell'Ariosto, rivive nel nostro immaginario sulla scorta della metafora virgiliana che vuole gli opposti e nemici riuniti in un' unica creatura, un cavallo e un grifone:
l' ippo-grifo, appunto. 
Dall'improbabile incrocio nasce lo strepitoso destriero che cavalcherà Astolfo per andare sulla luna a recuperare il senno perduto di Orlando.


Solo a cavallo dell'Ippogrifo Astolfo avrebbe potuto recuperare il senno di Orlando
(Allegra Agliardi)

Già, è dall'unione degli opposti che scaturiscono prodigi! A patto di credere nell'impossibile!

Che meraviglia l'Orlando Furioso, il poema che a stento è rimbalzato sui banchi della scuola ma che continua a riverberare dal fitto sottobosco dell'immaginazione. E che ironia.

Sì perché, per affrontare l'eroico gioco della vita, ci vuole immaginazione e tanta, tanta ironia.



"Artigli di acciaio nel cielo del nostro desiderio. 
Il mito dell'Ippogrifo, magico presagio del volo umano" 

non è solamente un titolo accattivante e carico d'effetto, ma una mostra dal contenuto estetico raramente riscontrabile nel panorama illustrativo contemporaneo.
E la cosa mi fa particolarmente piacere sia allestita nel Castello Visconteo di Pavia,
città che merita tutt'altro grado di attenzione e considerazione.
È, anche, il luogo ideale per raccogliere e amplificare memorie, significati ed emozioni che vanno al di là dell' esposizione in sè di splendide illustrazioni d'arte. Ci offre l'opportunità di cogliere la meraviglia che l'Ippogrifo rappresenta nell'immaginario collettivo, tra tutte le figure mitologiche, senza dubbio, la più stravagante. I significati si sprecano: dal desiderio di conoscenza e avventura, propri del viaggio di scoperta, a quello di sfida, incontro, ricerca di confini "altri", connaturali al viaggio stesso. Una finestra cui affacciarsi, con coraggio...

da una monofora del Castello Visconteo di Pavia

Il Castello adornato di magnolie 



Il Festival dell'Illustrazione, giunto alla sesta edizione,
è ospitato in Pavia fino al 3 novembre 2013





mercoledì 23 gennaio 2013

Jacovitti (Benito), detto JAC!

Appartengo alla generazione di coloro che entravano in classe - il primo di ottobre - con il DiarioVitt ben stretto sottobraccio. Diario che, (Benito) Jacovitti detto JAC, classe... infinita nell'infilare una striscia dietro l'altra, addolciva l'intero calendario scolastico con esilaranti trovate, situazioni e personaggi improbabili, salami che spuntavano dappertutto... Insomma, era VITamina che scorreva a fiumi d'inchiostro, oltre quello che inondava i grembiuli lindi e dal colletto inamidato, inesorabilmente ribattezzati dal pennino e calamaio. Tranquilli, non sto parlando del Medioevo, era "soltanto"... l'altro Millennio!!

"Chi sarà mai più bello di me?"
 - sembra ancora dirci CoccoBill! -


Per quelli della nostra generazione, i cosiddetti baby boomers,
i nati cioè tra il 1946 e il 1964, (tra Bill Clinton e George Clooney, per intenderci)
i privilegi e le "stravaganze" non sono mancate.

Pensate a Cocco-Bill-Clinton. 
È riuscito ad opporre, all'edonismo reaganiano il fellatio-nismo di stampo latino sulla scorta dell'adagio: "Verba volant, scripta manent",
persuaso che l'orale non lasciasse tracce!
(vedi alla voce Monica)
Lo stesso Woody Allen, con irrefrenabile fervore religioso pare abbia dichiarato:
"la lingua è quell'organo sessuale che alcuni degenerati usano per parlare!"
Volete mettere, signore e signori, con i rigori del thatcherismo della Lady di ferro?







"Jacovitti rappresenta nell'immaginario collettivo l'umorista e l'umorismo per eccellenza, in particolare per chi è appassionato di fumetti, ma anche per chi non è esperto.

Tutti noi, anche di generazioni molto lontane tra loro, abbiamo conosciuto lo straordinario talento di questo artista ed abbiamo riso grazie ai suoi disegni ricchissimi di particolari, di dettagli, di battute e di trovate strampalate che non possono non far sorridere chi le guarda."

(dalla presentazione di una mostra antologica dedicata a Jacovitti dal Comune di Sarezzo, in Lombardia)






Oggi chissà come rallegrerebbe i tablet, Jacovitti (al secolo Benito, sic!).
Tutti noi gli dobbiamo qualcosa; gli dobbiamo quel senso di leggerezza, di allegrezza, di bellezza nel saper cogliere il lato surreale e divertente - il paradosso - delle cose che ci rende sostenibile la quotidianità. E di farlo, sorridendo:-)



p.s.: in un' epoca tanto involgarita e "stitica di sentimenti", dove sembra così difficile immaginarci un modo e un mondo realmente migliori da vivere, 
dove "Chi è senza peccato...", 
provo ad azzardare la possibilità di una via di uscita. E rammento che è proprio nei momenti in cui meno ce lo meritiamo che abbiamo più bisogno di essere amati. E di... AMARE.

"... la fortuna di vivere adesso, questo tempo sbandato 
e il futuro che viene a darci fiato"
(Ivano Fossati)





giovedì 3 gennaio 2013

Dammi, o Signore, una buona digestione...




Cena di Emmaus
Angelo BIANCINI
 (Monastero di Camaldoli)


Dammi, o Signore, una buona digestione
e naturalmente anche qualcosa da digerire.
Dammi la salute del corpo
con il buon umore necessario per mantenerla.
Dammi un’anima che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri, i lamenti
e fa' che io non mi crucci
per quella cosa troppo ingombrante
che si chiama “io”.
Dammi il senso del ridicolo.
Donami la grazia di comprendere gli scherzi
affinché abbia nella vita un po' di gioia
e possa renderne partecipi anche gli altri.
Amen


Tommaso Moro, amico di Erasmo

lunedì 31 dicembre 2012

Ris:-) scossa




Basta coi Papà Natale impiccioni !
Non se ne po' più d'averli alle finestre!!
(fosse la Befana, almeno;-)


domenica 30 dicembre 2012

Rido per... legittima difesa!







"Ridere ci salva, vedere l'altro lato delle cose, il lato surreale e divertente, o riuscire a immaginarlo, ci aiuta a non essere spezzati, trascinati via come fuscelli, a resistere per riuscire a passare la notte, anche quando appare lunga lunga."

Roberto BENIGNI (dalla presentazione de La Vita è Bella)