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venerdì 8 maggio 2015

L' Italiano e l'italiano



Woody Allen, con impareggiabile slang linguistico, pare abbia detto:
"la lingua è quell'organo sessuale che alcuni degenerati usano per parlare!"




Battute a parte, posso dire a voce alta: amo la mia lingua, sì, l'ITALIANO !

Disegno di Tullio Pericoli


Ho un'infinità di motivi per amarla, tra i quali la sua musicalità. Vi par poco? Sì, l'italiano "suona bene!"

E non comprendo chi si ostina a bistrattarla, immemore del valore immenso, della ricchezza culturale che per il nostro Paese rappresenta.
Chissà perché il profilo panoramico di una città debba dirsi skyline, piuttosto che profilo; il termine lavoro (sempre più "a termine" in luogo di "a progetto") si chiami job, come il cagnolino isterico della nevrotica vicina di turno!




L'italiano (ben prima, molto prima dell'Italia) è lingua da XI (undici) secoli ! L'italiano medio stenta a riconoscerlo, inciampando nei tranelli neo-linguistici di stampo esterofilo, sprofondando nel ridicolo dei neologismi da reception o spending review, perdendo di vista un patrimonio inestimabile: la propria MADRE LINGUA !

Ma c'è di più, state a sentire...


Facciamoci del male. Forza, continuiamo a usare espressioni ridicole, rubate all'inglese e pronunciate in modo imbarazzante, per far vedere quanto noi italiani siamo "uomini di mondo" (battuta di rara grandezza dell'amato Totò).
Facciamoci del male, di nuovo. Ripetiamo come dei pappagalli che la lingua italiana non ha un ruolo internazionale. (...)
Mentre gli italiani hanno il complesso di comunicare al mondo la bellezza e la grandezza della propria cultura e della propria lingua, (...) gli stranieri e gli italiani nel mondo - e l'argentino Bergoglio è il meraviglioso incrocio delle due cose - non hanno alcun tremore nel dire pane al pane e italiano all'italiano. Al pari di tanti stranieri di ogni nazione e idioma, Francesco (Papa Francesco) ricorre alla nostra lingua per rivolgersi al mondo perché sa perfettamente quanto essa sia amata nel mondo. Sa che "suona bene!".
Forse non per caso la musica lirica e la grande opera parlano italiano da trecento anni di fila. Forse non per caso negli sport più popolari del pianeta, dal Calcio alla Formula 1, la lingua italiana è spesso lingua di comunicazione tra giocatori, corridori, dirigenti di paesi diversi. Forse non per caso l'italiano risulta l'ottava lingua più usata per Facebook, oltreché lingua viva, piacevole, studiata, perfino storpiata negli ambiti più coinvolgenti della vita di tutti: dal cibo alla moda, dalla musica al cinema, ai cartoni animati...
La scoperta del valore e della diffusione dell'italiano spetta solo agli italiani d'Italia, gli unici che ancora non sanno o non vogliono sapere.

Finché gli italiani non si libereranno dal complesso di non voler apparire quel che essi sono, ossia una grande nazione, finché non saranno consapevoli della percezione che il mondo ha dell'Italia, infinitamente migliore e più libera di quella nella quale gli italiani hanno imprigionato se stessi, la svolta non arriverà.

L'italiano per amore, ecco la scelta degli altri. Quando anche gli italiani impareranno a volersi bene, quando anche gli italiani avranno il piacere di condividere col mondo e con orgoglio la loro storia millenaria, non ci sarà bisogno del tenero e grandioso omaggio a Dante ad opera di un Papa argentino nella lontana Corea.



Federico GUIGLIA
(estratto da: "madrelingua", luglio-settembre 2014)

mercoledì 23 gennaio 2013

Jacovitti (Benito), detto JAC!

Appartengo alla generazione di coloro che entravano in classe - il primo di ottobre - con il DiarioVitt ben stretto sottobraccio. Diario che, (Benito) Jacovitti detto JAC, classe... infinita nell'infilare una striscia dietro l'altra, addolciva l'intero calendario scolastico con esilaranti trovate, situazioni e personaggi improbabili, salami che spuntavano dappertutto... Insomma, era VITamina che scorreva a fiumi d'inchiostro, oltre quello che inondava i grembiuli lindi e dal colletto inamidato, inesorabilmente ribattezzati dal pennino e calamaio. Tranquilli, non sto parlando del Medioevo, era "soltanto"... l'altro Millennio!!

"Chi sarà mai più bello di me?"
 - sembra ancora dirci CoccoBill! -


Per quelli della nostra generazione, i cosiddetti baby boomers,
i nati cioè tra il 1946 e il 1964, (tra Bill Clinton e George Clooney, per intenderci)
i privilegi e le "stravaganze" non sono mancate.

Pensate a Cocco-Bill-Clinton. 
È riuscito ad opporre, all'edonismo reaganiano il fellatio-nismo di stampo latino sulla scorta dell'adagio: "Verba volant, scripta manent",
persuaso che l'orale non lasciasse tracce!
(vedi alla voce Monica)
Lo stesso Woody Allen, con irrefrenabile fervore religioso pare abbia dichiarato:
"la lingua è quell'organo sessuale che alcuni degenerati usano per parlare!"
Volete mettere, signore e signori, con i rigori del thatcherismo della Lady di ferro?







"Jacovitti rappresenta nell'immaginario collettivo l'umorista e l'umorismo per eccellenza, in particolare per chi è appassionato di fumetti, ma anche per chi non è esperto.

Tutti noi, anche di generazioni molto lontane tra loro, abbiamo conosciuto lo straordinario talento di questo artista ed abbiamo riso grazie ai suoi disegni ricchissimi di particolari, di dettagli, di battute e di trovate strampalate che non possono non far sorridere chi le guarda."

(dalla presentazione di una mostra antologica dedicata a Jacovitti dal Comune di Sarezzo, in Lombardia)






Oggi chissà come rallegrerebbe i tablet, Jacovitti (al secolo Benito, sic!).
Tutti noi gli dobbiamo qualcosa; gli dobbiamo quel senso di leggerezza, di allegrezza, di bellezza nel saper cogliere il lato surreale e divertente - il paradosso - delle cose che ci rende sostenibile la quotidianità. E di farlo, sorridendo:-)



p.s.: in un' epoca tanto involgarita e "stitica di sentimenti", dove sembra così difficile immaginarci un modo e un mondo realmente migliori da vivere, 
dove "Chi è senza peccato...", 
provo ad azzardare la possibilità di una via di uscita. E rammento che è proprio nei momenti in cui meno ce lo meritiamo che abbiamo più bisogno di essere amati. E di... AMARE.

"... la fortuna di vivere adesso, questo tempo sbandato 
e il futuro che viene a darci fiato"
(Ivano Fossati)