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giovedì 9 ottobre 2014

"Piazza Grande" d'Arezzo: un prodigio!


« Giorgio, s'i'ho nulla di buono nell'ingegno, egli è venuto dal nascere nella sottilità dell'aria del vostro paese d'Arezzo »


(Michelangelo Buonarroti)




"Piazza Grande" ad Arezzo è - senza ombra di dubbio - una delle più belle d'Italia, ergo... merita assolutamente d'essere considerata tale, "grande", o meglio, un prodigio! 


Piazza Grande (vista dal pozzo)



Il suo impianto medievale venne, in epoca rinascimentale, nobilitato da Giorgio Vasari (1511-1574) a cui è dedicata. 

L'intervento architettonico del Vasari, di un ardimento fuor di misura, modificò il prospetto scenico e urbanistico della piazza dotandola di una tribuna di stupefacente eleganza. L'autore de "Le Vite" (a tuttora il più affidabile trattato di storia dell'arte) ci ha lasciato traccia della sua genialità di architetto e d'artista a tutto tondo proprio nella sua terra natale, contribuendo sensibilmente a rendere il centro storico di Arezzo uno dei più straordinari al mondo.

La Colonna e lo storico Tribunale
Dal pozzo, scorcio del loggiato vasariano
Scorcio frontale del loggiato del Vasari, dall'abside della Pieve di Santa Maria


L'edificio, progettato nel 1573, fu terminato nel 1595 sotto la direzione di Alfonso Parigi (il Vasari morì nel 1574). Ad ogni buon conto, questo palazzo è considerato l’architettura più bella, compiuta e riuscita del grande aretino.


Dal centro di Piazza Grande



Rivolgendosi a Lui, disse Michelangelo Buonarroti

« Giorgio, s'i'ho nulla di buono nell'ingegno, egli è venuto dal nascere nella sottilità dell'aria del vostro paese d'Arezzo »

Il busto marmoreo dedicato a Giorgio Vasari
Infilata delle logge vasariane




Quando Roberto Benigni scelse Arezzo per girare le scene più romantiche de "La Vita è Bella", non lo fece casualmente. 
Ritornare nella sua terra d'origine (Benigni è nato a Misericordia, una frazione di poche anime nel comune di Castiglion Fiorentino che - suonerà strano - è in provincia di Arezzo) è stato un naturale omaggio ad un "set da Oscar", teatro delle riprese dell'intero primo tempo del suo più celebrato film.




Rendere testimonianza ad una Città come Arezzo (per me) sorge spontaneo. 

Quando cominceremo davvero ad accorgerci del valore inestimabile del nostro patrimonio culturale e a farlo fruttificare come merita?

venerdì 22 febbraio 2013

Sentimento di appartenenza



"Cultura è la consapevolezza di quello che si è e di quello che si ha: 
il paesaggio, il patrimonio d'arte, di natura, di monumenti. 
Rappresenta la nostra identità, quell'identità 
per cui in passato siamo stati amati e visitati, 
quell'identità dalla quale bisogna ripartire per ritrovare l'orgoglio di essere italiani."

Un sentimento che è vivo...





Cultura è anche rispetto. 
Rispetto prima di tutto per le persone, ma anche per ciò che è di tutti.

Ilaria Borletti Buitoni
(Già Presidente FAI, Fondo Ambiente Italiano)


Il Sentimento di appartenenza Culturale
ci riguarda molto da vicino.
In quanto italiani abbiamo il privilegio e la responsabilità di custodire 
un patrimonio storico-artistico-paesaggistico
che non ha eguali nel mondo;
un patrimonio immenso
che costituisce e fonda la nostra identità,
una ricchezza inestimabile e tangibile
da proteggere, salvaguardare e valorizzare.

I due terzi del patrimonio artistico mondiale è conservato nel nostro Paese.
Sono le nostre vere radici culturali
alle quali attingere per risollevarci.
E delle quali essere fieri
alla condizione di averne rispetto.
Rispetto di noi stessi.




E' nostro preciso diritto-dovere vigilare e pretendere che 
i Principi Fondamentali della Costituzione Italiana
siano rispettati e applicati.

Riascoltiamoli, insieme...



  

La bellezza, insieme all'amore, la verità e la giustizia, 
rappresenta un'autentica promozione spirituale. 
Gli uomini, le ideologie, gli stati che dimenticheranno una sola di queste
 forze creatrici, 
non potranno indicare a nessuno il cammino della civiltà.

(Adriano Olivetti)

domenica 27 gennaio 2013

La Stella della Memoria


La Stella della Memoria



Era il 1938 quando, nel nostro Paese, vennero varate le "leggi razziali" 
in ragione delle quali milioni di persone vennero discriminate, perseguitate, torturate e uccise.

Quelle leggi costituiscono una macchia incancellabile 
 e le loro tragiche conseguenze un monito per tutte le generazioni a venire.

La natura stessa delle cose indica ciò che la coscienza reclama: 
l'eguaglianza tra gli uomini.

"Cose uguali ad una stessa cosa sono uguali tra loro"
Euclide  

Esercitare la memoria ed essere vigilanti - senza mai abbassare la guardia -
 è preciso compito di ognuno.

Ce lo ricorda limpidamente
Hannah Arendt ne "La banalità del male"

"... il male può invadere e devastare tutto il mondo
perché cresce in superficie come un fungo. 
Esso sfida il pensiero perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, 
andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla.
Questa è la sua banalità".
"...la mia opinione è che il male non è mai radicale, ma soltanto estremo, 
e non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca".

"Solo il bene ha profondità e può essere integrale."



Nella sua immane tragicità, quel grottesco "manifesto della razza"
ha ispirato una della pagine più (s)drammatiche della comicità di Roberto Benigni.




"Conosco una sola razza: quella umana"
Albert Einstein


venerdì 4 gennaio 2013

BEATO L'UOMO...




Beato l'uomo
che non si ferma, che non si vuole arrendere

Beato l'uomo
che non ha paura di se stesso, della propria fisicità

Beato l'uomo
che fa del proprio limite la sua forza

Beato l'uomo
che sfida con amore il timore della terrena provvisorietà
caricata di ogni tipo di diversità

Beato l'uomo
che ricorda di essere stato bambino

Beato l'uomo 
che riesce a sorridere, comunque

Beato l'uomo
totale

Beato l'Uomo


(liberamente tratto da uno "scambio di vedute" di qualche tempo fa con Mina, la cantante)


p.s.: a proposito: 

"anche le donne, in fondo, sono òmini anche loro", 
dice l'amico Benigni.


domenica 30 dicembre 2012

Rido per... legittima difesa!







"Ridere ci salva, vedere l'altro lato delle cose, il lato surreale e divertente, o riuscire a immaginarlo, ci aiuta a non essere spezzati, trascinati via come fuscelli, a resistere per riuscire a passare la notte, anche quando appare lunga lunga."

Roberto BENIGNI (dalla presentazione de La Vita è Bella)